mercoledì 18 giugno 2014

IO AGIRO’ ADESSO

Vedo la mia figura riflessa nello specchio del bagno. Il mio viso sta cambiando, una bionda e rada peluria sta spuntando sul mento. Il mio corpo, cresciuto troppo in fretta quest’anno, è alto ma gracile e dinoccolato. Non sono più il ragazzino di ieri e non sono ancora l’uomo di domani. Chi sono? Cosa sono designato a divenire?
Mamma dice che assomiglio a mio padre e che farei bene, in un momento così critico dell’economia, a seguire le sue orme nell’azienda di famiglia ma io…lo voglio?
Da bambino sognavo di fare il pilota, mi vedevo in giro per il mondo. Ora che ci sto pensando lo specchio riflette un viso trasognato e sorridente. Questo mio sogno, pur confinato chissà dove nel mio essere, è ancora presente e con forza reclama il suo diritto di manifestarsi.
Non posso tradire me stesso. Devo affrontare papà e mamma. Devo scardinare il senso di protezione dettato dalle loro paure. Devo convincerli che sono nato per essere felice. Devo dire loro che credo in me stesso, in questo mio sogno e che intendo perseguirlo.
Li sento chiacchierare nell’altra stanza. Non ho più tempo da perdere.

IO AGIRO’ ADESSO

lunedì 9 giugno 2014

Respira anche tu. ORA

Hai mai guardato il respiro di un neonato mentre dorme?
Ispira profondamente, riempiendo totalmente i polmoni di aria. Il torace si solleva, il diaframma si alza, la pancia si gonfia, tutto rimane sospeso per un attimo consentendo al fuoco dell’ossigeno di accenderlo di vita.
Poi il processo s’inverte. Il torace si comprime spingendo il diaframma verso il basso, la pancia si schiaccia fino a espirare ogni residuo d’aria che non ha più ragion d’essere in quel piccolo corpo, rilasciando ogni tensione in un senso di abbandono. Il processo avviene lentamente, il bimbo ispira luce ed espira fuoco in perfetta armonia con le energie della Madre Terra, in totale sintonia con il respiro dell’Universo.
E’ una visione bellissima ed emozionante. 
E’ lo spettacolo della Vita!

martedì 27 maggio 2014

Un messaggio per Garcia: messaggio per l’Umanità


Bentrovati, blognauti de Il Dono degli Dei!
L’intento di questo post è di sollecitare la partecipazione di tutti voi, attraverso commenti e discussione, intorno a un messaggio che, dal giorno della sua pubblicazione su una rivista a bassissima tiratura, è stato tradotto in quasi tutte le lingue del mondo ed è stato stampato in più di 40 milioni di copie. Definito dallo stesso autore “una minuzia”, si è rivelato invece un messaggio per gli umani che hanno a cuore l’evoluzione delle loro coscienze personali e di quella collettiva del nostro splendido pianeta.
Vi auguro pertanto una buona lettura e aspetto i vostri contributi. Al prossimo appuntamento unirò ai vostri il mio pensiero su:

Un messaggio per Garcia:
scritto da Elbert Hubbard il 22 febbraio 1899

In tutta questa faccenda cubana, c'è un uomo che spicca all'orizzonte della mia memoria come Marte al perielio.

sabato 24 maggio 2014

Umana in Divenire e Così Sia


Creatore di questo
e di tutti gli Universi possibili,
che Ti auto contempli
attraverso Me,
che sono una particella divina 
del Tuo Tutto in Espansione.
Favorisci il mio Risveglio
dal sonno ipnotico,
nel quale sono caduta 
per il tempo vissuto
su questo Pianeta,
che mi ha tenuto prigioniera
delle mie emozioni illusorie:


mercoledì 21 maggio 2014

Un regalo speciale: la mia amica Marinella

Un pensiero fulmineo trafisse tutti gli stadi della coscienza e mi svegliò di soprassalto: 
- Oggi è il compleanno di Jo!!! –
Una luna napoletana rischiarava la stanza e ammiccava dalla finestra aperta dell’hotel in cui stavo trascorrendo l’ultima notte del mio viaggio.
La sua luce illuminava il biglietto aereo appoggiato sul comodino che mi prometteva, per quella sera, l’estasi di un ritorno a casa fra le braccia del mio uomo.
Questa volta il lavoro aveva assorbito tutto il mio essere e avevo dimenticato di comprargli un dono.
Ho sempre amato fare regali pensati ma la mia attività di giornalista, che tanto amavo, mi aveva giocato un brutto scherzo e ora non avevo più tanto tempo per trasformare un pensiero in un’emozione.
Aspettai il giorno, visualizzando le varie possibilità di soluzione del problema ma, all’alba, la stanchezza accumulata e il sonno ebbero la meglio e mi riaddormentai.
Quando mi svegliai il sole era già alto. - Ora sei davvero in un bel guaio! – mi apostrofai ad alta voce e, senza più pensare al come e al cosa, mi infilai una tuta in tutta fretta, legai i capelli, inforcai gli occhiali da sole e uscii con un solo intento: trovare il regalo che quella sera avrebbe reso felice il mio Jo.

domenica 18 maggio 2014

Il Grand Hotel di Rimini: il dono di una dea

Sono tornata al Grand Hotel di Rimini dopo tanti anni.
Il fascino, lo stile e l’eleganza di quest’antico albergo sono rimasti immutati nel tempo, così come gli arredi originali del XVIII secolo che rievocano le suggestioni del passato.
Lo Stile è Coscienza, affermo in un articolo postato nel mio sito Il Dono degli Dei, e il Grand Hotel di Rimini ne è la manifestazione, è la Bellezza donata da una dea.
La finestra della stanza si apre sul mare e accoglie il profumo salmastro di questa primavera. Chiudo gli occhi e mi lascio accarezzare dal tepore della brezza marina. Un ricordo mi riporta a tanto, tanto tempo fa, quando, per la prima volta, ho amato un uomo. Il primo amore, perso…ritrovato…e lasciato andare per sempre con un grazie di aver mantenuto la promessa proprio qui, in questo magico luogo.

Le note che salivano dal juke box coloravano d’azzurro l’aria di quel pomeriggio di primavera e io ne canticchiavo sottovoce il motivetto mentre, seduta a un tavolino lì accanto, svolgevo i compiti di matematica.
Azzurro il pomeriggio è troppo azzurro e lungo per me…

Avevo quattordici anni, una gran voglia di libertà e un amore platonico. Si chiamava Nick il mio primo amore. Nick, il mio primo appuntamento col desiderio, con l’eccitazione, col tormento.

giovedì 15 maggio 2014

WhatsApp: emozioni in diretta

Noi, sorelle degli anni ‘50

Noi che gli altri non sanno cosa si sono persi.
Noi che ci inventavamo la febbre durante la Fiera di Milano per vedere il film del mattino.
Noi che non dovevamo neppure chiedere di uscire per non mettere il papà nella condizione di dire di no.
Noi che ci ubriacavamo con il rosolio mentre giocavamo alle signore.
Noi che: non sono Rita, sono l'anima di Rita! E vi facevo paura.
Noi che andavi a scuola solo accompagnata dalla sorella maggiore, che s’inventava un malore per giustificare il ritardo. Perché a scuola non ci volevi andare.
Noi che avevamo il telefono in duplex col vicino che era sempre occupato….e dovevamo telefonare al moroso.